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Terapie parodontali

Le cure effettuabili nel nostro studio

terapia parodontale

Gli specialisti dello Studio Odontoiatrico Associato Dott. Massimo Trapani di Roma si occupano della diagnosi e della cura delle patologie del parodonto, cioè dei tessuti di supporto dei denti e degli impianti dentali.

Qui di seguito descriviamo le varie fasi della diagnosi e della terapia.

Diagnosi

Anamnesi medica e Dento-parodontale

Si comincia con la valutazione dell’eventuale presenza di fattori di rischio quali il fumo, la familiarità, il diabete, l’assunzione di alcuni farmaci che possono determinare aumenti di volume gengivale, i deficit immunitari o altre malattie rare.


Esame clinico obiettivo

Questo esame valuta la morfologia, il volume, il colore e la consistenza delle gengive; evidenzia inoltre la presenza di eventuali carie, lo stato di igiene orale, eventuali migrazioni dentarie e la mobilità dentale.


Sondaggio parodontale

Il sondaggio parodontale permette di rilevare la profondità delle tasche parodontali, il sanguinamento al sondaggio ed il livello di attacco clinico.


Esami radiografici

In caso di necessità viene eseguito un esame RX endorale completo, ed eventualmente anche l'esame 3D Cone Beam.

 

Terapia eziologica non chirurgica

La terapia eziologica non chirurgica si sviluppa in tre fasi distinte:

  • istruzioni di igiene orale
  • detartrasi
  • levigatura delle radici

Effettuiamo la rimozione della placca batterica e del tartaro sopragengivale e sottogengivale con strumenti manuali ed ultrasonici, ed eseguiamo anche la strumentazione meccanica delle radici e la lucidatura delle superfici dentali.


Terapia farmacologica antimicrobica

Vengono prescritti i necessari farmaci antimicrobici, quando ritenuti necessari.


Terapia chirurgica parodontale

Chirurgia a lembo d’accesso

La chirurgia a lembo d'accesso mira a ridurre la profondità di sondaggio delle tasche maggiori di 5 millimetri.
Questo intervento ha come obiettivo il facilitare l’accesso ed ottenere quindi una migliore rimozione del tartaro sottogengivale.


Chirurgia resettiva

La chirurgia resettiva mira ad eliminare le tasche ed a creare una morfologia gengivale ed ossea, per un migliore controllo della placca batterica.
È particolarmente indicata nelle lesioni infraossee minori di 3 millimetri e nelle lesioni delle forcazioni dei denti pluriradicolati.


Chirurgia rigenerativa

La chirurgia rigenerativa mira ad ottenere la rigenerazione di tessuto di supporto del dente perso a causa della malattia parodontale, con una neoformazione di osso alveolare, cemento e legamento parodontale. Le procedure più usate sono la rigenerazione tissutale guidata (GTR) tramite membrane e la rigenerazione biologicamente indotta tramite amelogenine (ITR).


Chirurgia muco-gengivale

La chirurgia muco-gengivale mira a correggere i deficit di morfologia, posizione e quantità dei tessuti molli parodontali.
Comprende una serie di interventi a lembo, accompagnati o meno da innesti connettivali. Le indicazioni principali sono costituite dalle recessioni gengivali.


Terapia chirurgica implantare

Nel nostro studio si effettuano interventi di chirurgia implantare e la terapia chirurgica implantare.

Ci sono varie soluzioni per sostituire uno o più denti mancanti; tra queste, una è rappresentata dagli impianti.
L’impianto è una struttura in titanio, normalmente di forma simile a quella di una radice dentaria, che viene innestata, con un intervento in anestesia locale, nella mandibola o nel mascellare superiore e che è in grado di sostituire funzionalmente ed esteticamente il dente o i denti mancanti.
Una volta inserito l’impianto, prende avvio un processo di guarigione che porta alla sua integrazione nell’osso (osteointegrazione).
In base alle indicazioni e al quadro clinico è possibile inserire uno o più impianti creando, quindi, le premesse per l’applicazione di una corona singola
o di un ponte, più o meno esteso in base al numero di impianti inseriti.
Gli impianti possono anche rappresentare un’ottima strategia di trattamento nei soggetti che non abbiano più denti.

Come avviene l’intervento
L’impianto viene inserito di norma con un intervento in anestesia locale. Di solito trascorrono tre-sei mesi dall’inserimento dell’impianto al momento in
cui viene applicata la protesi sull’impianto stesso.
In alcune condizioni, tuttavia, l’impianto può essere protesizzato con una corona immediatamente.
Si tratta di terapie che consentono un elevato grado di successo, ma che possono avere diverse controindicazioni assolute o relative.

Queste controindicazioni possono riguardare la quantità di osso disponibile, la presenza di malattie croniche o degenerative che sconsigliano l’uso di impianti o alcune abitudini come, per esempio, il fumo che riduce sensibilmente la percentuale di successo dell’implantologia orale.
Risposte precise sull’opportunità di una terapia implantare nel proprio caso specifico potranno essere fornite dal dentista.


Terapia di supporto parodontale

Questa terapia ha come obiettivo il mantenimento dei risultati ottenuti con la terapia parodontale, tramite detartrasi e visite di controllo trimestrali.

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